Dall'introduzione

 

Chi ha potere non teme la libertà, ma il suo bisogno, la sacralità del sentimento. Gli uomini che comandano hanno trasformato i popoli in adoratori di feticci svilendo l'amore in qualcosa di pornografico. Perché l'amore, che è il più rivoluzionario tra i sentimenti, è un fatto privato e bisognava socializzarlo, renderlo pubblico affinché non desse scandalo. Il potere ha paura dello scandalo, ha dovuto trasformare in scandalosi gli atti più comuni e innocenti. 

 

La follia è l'ostinazione nella diversità; la persona normale costruisce un'identità e tutta la vita cerca di individuarsi. La differenza è sostanziale: la follia è sociale e mai individuale, il matto ha la lucidità e il buon gusto di non voler essere identico a se stesso.

La verità è che col tempo nessuno diventa saggio, ma sobrio per sopraggiunta intollerabilità all'eccesso. A quella sobrietà diamo il nome di morale e chiamiamo virtù ciò che in sostanza è deperimento organico. 


                                                                            Su Amazon e nelle librerie online                                  Giancarlo Buuonofiglio                             "Gli italiani il sesso lo fanno poco e male"